In regola con il CATASTO |
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Se siete proprietari di una casa, infatti, e i dati catastali non sono aggiornati, magari in seguito a delle modifiche che avete fatto, non potrete né vendere né affittare.
Oltre 3 milioni di proprietari dovranno mettersi in regola e mettere mano al portafoglio.
Cosa fare perchè di fronte al notaio gli atti diventino NULLI?
1. Dal 1º luglio 2010 l’articolo 19 del dl 78/2020 stabilisce che i contratti di compravendita e di locazione di immobili urbani dovranno contenere, pena la nullità, tre dati essenziali: dati catastali, riferimento alle planimetrie depositate in catasto, una dichiarazione con cui gli intestatari affermano che la situazione reale dell’immobile è conforme a quanto risulta da dati catastali e planimetrie. in più il notaio dovrà controllare che gli interstatari catastali siano identici a quelli che compaiono nei registri immobiliari.
2. Chi deve modificare i dati catastali? Deve aggiornare i dati chi ha fatto delle variazioni alla casa che comportano una nuova rendita catastale, come la costruzione di una mansarda o la chiusura di un balcone.
3. Chi non deve modificare i dati catastali? Chi ha spostato solamente una porta o un tramezzo, senza alterare il numero e la funzionalità dei vani. Sono escluse pertanto le modifiche interne che non alterano la destinazione d’uso e i valori catastali.
4. Chi ha presentato la dia a suo tempo e ha semplicemente dimenticato di richiedere la variazione catastale, potrà mettersi in regola pagando circa 700 euro. Occorre per questo rivolgersi ad un tecnico e richiedere la messa a punto della nuova planimetria.
5. Se invece, gli interventi sono stati effettuati senza richiedere il permesso del comune, è possibile mettersi in regola, a patto che, non si tratti di veri e propri abusi edilizi, ossia di opere per le quali sarebbe stata necessaria la licenza edilizia e non la semplice dia.
6. Il contributo è fissato dai singoli comuni: a roma, ad esempio, attualmente la somma richiesta per la sanatoria si aggira sui 1.000 euro.
7. La manovra riguarda anche i contratti d’affitto, la cui registrazione – dal 1º luglio – dovrà tenere conto anche dei dati catastali. senza i tre dati essenziali del punto uno non si potrà registrare un contratto di locazione. Chi manchi o sbagli le indicazioni dei suddetti dati sarà punito con le stesse sanzioni previste per chi non registra i contratti di locazione, visto che tali mancanze sono ritenute “fatti rilevanti” ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro.
8. Alcuni acquirenti si sono trovati di fronte alla proposta, da parte del venditore, di dividere le spese dell’adeguamento. ma questo NON è legittimo. L’adeguamento e le relative spese sono a carico di chi ha eseguito i lavori e perciò spettano esclusivamente al venditore.
9. Quanto costa? Dipende dalle dimensioni. Per un appartamento medio di 100 mq bisogna calcolare 1.500 euro.
10. Quanto tempo ci vuole? Due sono i casi. Se gli interventi non hanno bisogno di essere sanati la procedura sarà rapida, quindici giorni circa. Chi ha invece fatto degli ampliamenti importanti dovrà far intervenire il comune e lì bisognerà aprire una procedura di sanatoria.
11. Nel caso dei negozi vanno modificate le mappe se sono stati trasformati in modo da aumentare l’iniziale superficie del locale, come la realizzazione di soppalchi o servizi igienici.
12. A chi ci si rivolge? La cosa migliore è contattare le associazioni di categoria, architetti e geometri, in primis. Secondo questi professionisti l’aggiornamento catastale è un atto di civiltà, perché spesso molte modifiche possono compromettere la stabilità e la sicurezza delle case.
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